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martedì 6 giugno 2017

Piano del Traffico, questo sconosciuto

E' da pochi giorni che è in funzione (più o meno, visto che si è subito guastato) il nuovo semaforo del sottopasso Primo Maggio, sperimentale, per capire come regolare al meglio il traffico in un punto veramente pericoloso della viabilità comunale.

La semplice soluzione -un ovetto di Colombo- ha già raccolto sulle piazze reali e virtuali molti consensi (e qualche critica dagli aspiranti piloti di formulauno affetti da ritardo cronico). Ma è solo un primo passo, che dovrà essere analizzato ed ulteriormente implementato.

“Finalmente ha trovato attuazione la proposta fatta dal PD di sperimentare il senso unico-alternato nel sottopasso del Quartiere I Maggio  - afferma il capogruppo in consiglio comunale Loris Padoani - dopo mesi di attesa è partita una sperimentazione indispensabile per verificare nel concreto la bontà dell’idea e per migliorare da subito la sicurezza di un punto molto trafficato e pericoloso”.


Un passo avanti dopo le reiterate interrogazioni presentate dal PD a giugno e novembre 2016, con tanto di corredo fotografico dei punti più critici e pericolosi, e dopo le risposte ricevute dall'Amministrazione che avevano invece minimizzato i problemi e dato soluzioni evasive e parziali, appellandosi alla generica necessità di richiamare i cittadini ad una maggiore educazione stradale.

“Noi pensiamo che si possa fare di più per migliorare la sicurezza stradale – continua Padoani – in particolare è urgente occuparsi di viale della Repubblica e ad analoghi punti

venerdì 7 giugno 2013

la politica dei "taconi peso dei busi"

Passata la tornata elettorale, torna alla ribalta anche il tema delle opere pubbliche.
 
E nel nostro territorio, in questo periodo, significa parlare dell'area della SS.13 Pontebbana e della difficile situazione in cui versano il suo perimetro, parte nel comune di Fiume Veneto, parte in quello di Zoppola.

Una strada fondamentale e di grande scorrimento che vorrebbe essere un grande centro-commerciale in linea, e periodicamente si trasforma in una lunga fila di auto.

Stanno venendo al pettine uno ad uno errori e carenze progettuali che evidenziano quanto sia mancata una progettazione globale dell'area, che coinvolgesse in maniera attiva e partecipata tutti gli attori coinvolti nel cambiamento urbanistico (e aggiungerei anche "sociale") indotto dalle nuove opere, edifici ed infrastrutture.