Quei famosi 7 voti di scarto tra i candidati Piva e Vaccher sono diminuiti ulteriormente (5 i voti assegnati dai periti dell'ufficio elettorale, 1 quello poi effettivamente riconosciuto dal TAR), mostrando inoltre lacune nelle procedure di conteggio e verbalizzazione dei risultati elettorali.
Il caso ha voluto poi che i tempi fossero coincidenti con la ben più importante sentenza del TAR piemontese che ha invalidato -di fatto- quel pugno di voti che consentirono con furbizia 4 anni fa al baldanzoso leghista Cota di salire alla guida della regione Piemonte.
Queste vicende colpiscono l'opinione pubblica -locale e nazionale- perché ci avvicinano ad una delle regole fondamentali della democrazia: vince/governa/decide chi ha anche un solo voto in più dell'altro.
Ma di fronte a casi purtroppo sempre più frequenti di errori in buona o cattiva fede, in un momento storico in cui non













