Dicono che i migliori insaccati si riconoscano dalla lenta stagionatura, perché "non si deve mettere fretta quando si vogliono le cose fatte bene".
Questa stagione primavera-estate 2013, forse ce la ricorderemo più per il tempo fastidiosamente umido e fresco che come una stagione di svolta e di ribellione rispetto ad una crisi che non accenna a diminuire.
Nel nostro piccolo la politica locale, che ha sì le mani legate per molti aspetti, però non da molti segnali di vita o di reattività. Sta stagionando lentamente dando risposte elusive ed attendiste... più di quanto -come opposizione- avremmo immaginato.
Tante dichiarazioni di buone intenzioni fatte nei primi 30 giorni dopo le elezioni stanno una a una cadendo sotto i colpi o del Patto di Stabilità o dell'incapacità di trovare strade "alternative" per rendere applicabili alla realtà le idee o risolvere i problemi concreti dei cittadini.
Due consigli comunali con pochi contenuti, molto estetici, eleganti ed ordinati, convocati quasi per necessità istituzionale che per dibattere da subito di politica (come veniva richiesto da più parti)...
Ecco la difficoltà del fare politica attiva!
Non stiamo parlando degli alti sistemi della politica nazionale o internazionale, ma della